I muri toccati dal dente degli utensili non rimarginano se non con aggiunte e incrostazioni. Sopravvivendo a questa caduta la loro sostanza deve illudere, deve rassicurarci di compimento.
Sentito dal mio "essere
qui"
è una novità assai remota
il foro che mi immagino
si forma
in chi sa quale muro di qualcuno.
Mentre lavorano sento un vibrare,
provenire di là in fondo,
modulante, scomparente,
di scempio controllato.
L'essere simultaneo di eventi simili
andiriviene: qui in casa era così ieri
sarà domani, oggi stesso.
La punta
che a tratti si agita
lascia la mia quiete
in vibrazione,
e presto anch'io sogno uno sgretolare
controllato.
Fare, perfezionare,
rovine.